Dipingimi le ali

Elisa Farris, Classe IV sez. A
Scuola Primaria “Fedele Piras”, Assemini (CA)


C’era una volta una farfalla che non aveva i colori delle altre farfalle e per questo motivo era molto triste.
Lei voleva essere come le altre farfalle, avere il bianco, il rosso, l’arancione e tutti gli altri colori vivaci e bellissimi che lei non aveva.
Usciva anche a giocare con le altre farfalle, ma poi tornava nella sua casetta perché aveva troppo sonno.
Di notte non usciva mai, perché c’era troppo buio e aveva sentito dalle altre farfalle che la notte non si poteva uscire.
Un mattino, svolazzando assonnata come sempre, vide vicino al lago uno dei signori che ogni tanto andavano lì a dipingere quel meraviglioso luogo illuminato dal sole: “Posso disturbarti signor dipinto? Vorrei chiederti un favore”.
Il pittore si mise a ridere: “Signor dipinto? Chiedimi pure quello che ti serve bellissima farfalla”.
“Vorrei che tu mi dipingessi le ali con i colori che tieni in mano e che usi per i tuoi quadri”.
Così dicendo la farfalla svolazzò sul dipinto in attesa dei colori che tanto desiderava.
“Ma – disse il pittore – tu hai già i colori che ti servono per essere bellissima e posso anche dire che sei proprio tu l’esemplare che cercavo per il mio quadro”.
“Come puoi dire questo? I miei colori non sono come gli altri” disse la farfalla sempre più titubante.
“I tuoi colori – le rispose il pittore – sono quelli delle farfalle notturne che danzano assieme alle lucciole al canto dei grilli; la notte è la tua vita e le tue amiche ti aspettano di notte”.
“Di notte? Ma c’è tanto buio! Come si può vedere?”.
“Tu puoi – disse il pittore – e possono tutte le falene. E poi non c’è così tanto buio, guarda!”. Così dicendo il pittore mostrò alla falena il suo quadro che rappresentava il lago di notte, e, sembra impossibile, ma era ancora più bello che di giorno, e c’erano anche tantissime luci.
“Ora sono io che ti chiedo un favore – disse il pittore – vorrei che tu restassi un attimo perché voglio proprio mettere in questo punto una falena bella come te!”. La falena felice accontentò il pittore e da quel giorno o meglio da quella notte fu sempre circondata da tantissimi amici e da tanti insetti che lei ancora non conosceva.
Era finalmente felice e… mai più assonnata.